venerdì 18 maggio 2012

Spiagge e Fondali Puliti 2012. Torna la campagna più importante di tutela del mare e delle coste


MARGHERITA DI SAVOIA - Sabato 26 maggio a partire dalle ore 10.30 i volontari del Circolo Legambiente Margherita di Savoia, in collaborazione con la Scuola Elementare “Papa Giovanni XXIII” e l’associazione “Io Esisto”, si ritroveranno nei pressi delle spiagge libere del Belvedere Via Valerio e Belvedere Capitan Parini, lungo il Lungomare “C. Colombo”, per l’iniziativa Spiagge e Fondali Puliti 2012.
L'evento prevederà la pulizia delle spiagge libere del Belvedere di Via Valerio e Belvedere di Capitan Parini, sul Lungomare di Margherita di Savoia, con l'aiuto dei volontari di Legambiente e soprattutto degli alunni della scuola elementare "Papa Giovanni XXIII", al fine di insegnare e tramandare ai più piccoli la necessità di tutelare il nostro territorio e a loro volta farsi portatori sani di questo importante valore. La manifestazione servirà anche da lezione all'aperto sulla raccolta dei rifiuti, raccolta differenziata e tutela dell'ambiente.
Un gesto concreto di volontariato ambientale che ci aiuterà ad accendere i riflettori sulla necessità di tutelare il mare e le coste, un patrimonio prezioso per la vita delle comunità locali e ricchezza per l'intero Paese
Liberiamo le spiagge e i fondali dai rifiuti abbandonati, difendiamo il mare dall'inquinamento e l'illegalità.
Circolo Legambiente “Margherita di Savoia” 

martedì 1 maggio 2012

Legambiente: “Emergenza ambientale a Margherita, subito un tavolo tecnico aperto ai cittadini”


MARGHERITA DI SAVOIA - «Amarezza e delusione sono i sentimenti che in questo momento attraversano la nostra associazione. Un anno fa, quando decidemmo di far riaprire Legambiente a Margherita di Savoia, non immaginavamo che parlare di tutela e rispetto ambientale potesse essere così dura e difficile. Margherita di Savoia sembra diventare ogni giorno un piccolo battello alla deriva, dove il capitano ebbro non riesce a ritrovare la rotta, e in ambito ambientale questo fenomeno sembra peggiorare sempre più.
In questi mesi, si è fatto notare il nostro silenzio. Molti si sono chiesti: che fine ha fatto Legambiente? Scioccamente, abbiamo creduto e dato fiducia a coloro che ci accusavano di essere “tossici” con le nostre denunce e accuse. E il nostro silenzio è servito proprio a questo: dimostrare alla cittadinanza chi sono i “tossici” per Margherita.
In questi ultimi mesi, la "questione ambientale" si è posta al centro della discussione cittadina. Il progetto Halite ha causato lo sradicamento di alberi secolari, alberi che nessuna amministrazione, presente e passata, ha ritenuto opportuno segnalare alla Regione al fine di poterli censire, causandone la libertà totale di “stuprarli” come se nulla fosse successo. Ciò ha impossibilitato noi e i cittadini di poter intervenire. Oggi, vedere quella ex magnifica zona verde trasformata in una colata di cemento fa piangere il cuore.  Ogni giorno ci si alza e un albero invece di crescere viene abbattuto, così com’è accaduto a Isola Verde. Viviamo in un paese preda di un degrado ambientale e di mancanza di igiene pubblica, tale da sembrare di essere tornati nel Medioevo.
Tra pochi mesi giungerà l’estate e siamo certi che l’acqua rossa a foce Carmosina si ripresenterà ancora una volta nella totale indifferenza.
Per non parlare di conferenze pubblicizzate in pompa magna sulle famose analisi sui carotaggi dell'ex Saibi, puntualmente rimandate senza preavviso. Ci limitiamo a dire questo perché i fatti parlano più di mille parole.
Ultima segnalazione arrivateci riguarda la sabbia drenata a Porto Canale, che è stata abbandonata nelle vicinanze di zone residenziali. Ogni giorno, il vento trascina parte di quella sabbia nelle case dei cittadini, oltre a produrre odori acri e nauseabondi che infastidiscono il vivere quotidiano. Ma, ancor più terribile, potrebbe essere scoprire che magari oltre alla sabbia ci fossero elementi chimici altamente tossici, visto che proprio la ex Saibi scaricava nel porto di Margherita, oltre al quotidiano carburante dei pescherecci. Dunque, sono stati effettuati i lavori, si è drenato il porto e i rifiuti dove si lasciano? I lavori non prevedevano anche la parte dello smaltimento dei rifiuti, in questo caso speciali?
Margherita sembra essere, ancor più, una repubblica indipendente ed autonoma, dove tutto e di più è concesso, e ogni regola, legge e consuetudine sembrano essere divenute futili parole che il vento porta via.
Non ci interessa accusare nessuna maggioranza o opposizione, ma essere definiti “tossici” solo perché coraggiosi nel denunciare lo scempio che ogni giorno viene perpetrato ai danni del nostro paese ci sembra veramente ridicolo. Ogni cittadino margheritano ha il sacrosanto diritto di poter vivere in un paese pulito, rispettoso e regolare.
Per questo Legambiente chiede ufficialmente la convocazione di un tavolo tecnico aperto a tutta la cittadinanza, per discutere di ambiente ed igiene urbana a Margherita di Savoia.»
Comunicato LEGAMBIENTE (Margherita di Savoia)

Puglia | Legambiente, 38 comuni nella guida blu 2012

mercoledì 15 febbraio 2012

Legambiente: “Città in pieno lassismo ambientale. Istituzioni deludenti e latitanti”

ambiente_rifiuti_s6e9MARGHERITA DI SAVOIA - Gli anni passati hanno lasciato le tracce di una Margherita ridotta allo stremo da una politica di lassismo ambientale. Ancora oggi, concetti come rispetto dell’ambiente e igiene urbana sembrano parole primitive, ottimi esercizi di retorica per l’autorità preposta alla tutela della città e del suo ricco territorio.
Legambiente ha cercato di portare avanti lunghe battaglie, prima fra tutte la risoluzione del dannoso problema che riguarda Foce Carmosina: le sue acque, stranamente tinte di rosso, invadono il mare in pieno agosto, danneggiando l’immagine di un paese turistico e della sua economia locale. Dopo l’estate siamo riusciti a stimolare le istituzioni a convocare un tavolo tecnico e a far partire le prime indagini. Proprio lo scorso 12 dicembre, a Legambiente arrivano i risultati delle analisi svolte dalla Polizia Provinciale e che l’associazione ha ritenuto opportuno pubblicare per informare i cittadini.
Arriviamo al triste epilogo: ad oggi, mese di febbraio, il Comune di Margherita di Savoia non si è preoccupato di convocare un nuovo tavolo tecnico con la Regione Puglia e il Comune di Trinitapoli per trovare una soluzione tempestiva al danno ambientale.
La cosa più sconcertante è sapere che un’associazione di cittadini animati solo dalla passione e dal senso civico, quale Legambiente, sia riuscita ad ottenere prima di un Comune i risultati di un indagine così importante e delicata. Senza mettere in dubbio la giustificazione del Comune di Margherita, legata a dinamiche burocratiche, c’è da dire che Legambiente ha comunque reso noti i risultati nel mese di dicembre. Allora, perché non attivarsi immediatamente? Come dovremmo interpretare questa mancanza d’interesse ai problemi ambientali, così utili in propaganda?
Purtroppo, questo non è il solo e spinoso dilemma rimasto insoluto.
Facendo una passeggiata per il paese, la mancanza di igiene urbana, attività fondamentale per la salvaguardia del territorio, è ben percepibile: rifiuti ovunque e in luoghi impensabili, strade sporche, malfunzionamenti delle fogne. È inaccettabile difendersi ancora con la storiella del nuovo appalto di gara, perché il Comune doveva garantire il corretto funzionamento del servizio anche con la vecchia ditta appaltatrice, senza far lievitare la spazzatura per la strada e nei cassonetti. Per non contare tutte le rettifiche che la gara d’appalto ha subito e che hanno allungato la data di scadenza del bando, prolungando, di conseguenza, il periodo di inefficienza del sistema. È questa l’immagine che si vuole dare ai turisti? O peggio, è questo il servizio efficiente reso ai cittadini?
Le priorità da affrontare sono numerose e il silenzio sempre più frastornante.
L’ultima novità che ci ha proposto l’amministrazione è il progetto degli otto campi da tennis in pieno centro. Applaudendo tutte le idee che possano contribuire allo sviluppo economico del paese, allo stesso tempo invitiamo gli addetti ai lavori a studiare tali iniziative con accuratezza e nel rispetto del paesaggio, come sanciscono le ultime leggi regionali in materia. Da quel che risulta, parte del progetto sarà realizzato nell’area ex Cral, proprio uno di quei pochi luoghi rimasti a Margherita dove la vegetazione è rigogliosa. Che fine faranno tutti quegli alberi decennali, abbattuti per far posto ai campi da tennis? Non sarebbe stato meglio pensare un’altra destinazione d’uso per quella zona così centrale? Nessuno ha considerato l’opportunità di riportare quest’area al vecchio splendore del passato, in modo che i bambini avessero nuovamente un posto sicuro dove giocare?
Se è questo l’impegno di ogni giorno per migliorare l’ambiente, forse non si è davvero inteso il significato di “cittadinanza responsabile”. Dopo due anni di amministrazione, è necessario un confronto limpido con la realtà dei fatti: se qualcuno trova difficoltà nella gestione di un settore basilare per la vita della comunità, abbia la “responsabilità” di fare un passo indietro.
Oggi più che mai, il ruolo attivo dell’associazionismo e dei cittadini entusiasti è indispensabile per la valorizzazione delle nostre bellezze naturali, per godere anche solo di una semplice passeggiata e inorgoglirci del nostro paese, anche se ciò vorrà dire sostituirsi a istituzioni latitanti e deludenti. Bisogna essere tempestivi quando si parla di Ambiente: permettiamo alle generazioni future di vivere in modo sano e pulito, senza doversi lamentare col passato perché ha distrutto il loro futuro.
RUGGERO RONZULLI (Presidente Legambiente Margherita - Consigliere Legambiente Puglia)


martedì 7 febbraio 2012

Un ecomuseo a Torre Pietra per valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico

ambiente_torre_pietra_g1d2MARGHERITA DI SAVOIA - «Dopo un attento studio storico, archeologico e paesaggistico del territorio di Margherita di Savoia, si individua l’area di Torre di Pietra come detentrice di tutte le caratteristiche necessarie all’istituzione di un ecomuseo» afferma l’ideatrice del progetto, Rita Di Gaetano, delegata ai beni culturali di Legambiente Margherita di Savoia.
L’ecomuseo, come definito nella Carta degli Ecomusei, è "un'istituzione culturale che assicura in forma permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione e valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì si sono succeduti”.
L’obiettivo principale mira dunque a recuperare e valorizzare nel loro sviluppo la memoria storica, le relazioni fra ambiente naturale e ambiente antropizzato, le tradizioni, le attività e il modo in cui l’insediamento tradizionale ha caratterizzato la formazione e l’evoluzione del paesaggio margheritano. Nel proiettare lo sviluppo del territorio nella logica della sostenibilità ambientale, economica e sociale, la responsabilità e la partecipazione di soggetti pubblici e privati porrà le basi per l’interazione dell’intera comunità locale.
Il processo ecomuseale, avviato dal laboratorio di cittadinanza attiva, porterà alla costruzione di “mappe di comunità”, strumento con il quale gli abitanti rappresentano le peculiarità dei luoghi e la percezione del paesaggio, censendo il patrimonio locale e definendo regole condivise per la sua cura.
«Nell’area di Torre di Pietra risultano presenti i seguenti beni culturali: Torre Pietra, Villaggio dei Salinieri, taverna con stallone, molo romano con area archeologica marina adiacente, resti di un ponte medievale. L’ecomuseo promuove il corretto recupero di questi beni presenti per adibirli ad usi prettamente culturali», ha aggiunto Rita Di Gaetano.
Importanti saranno quindi le sinergie con il comparto turistico ed economico, che garantiranno l’accessibilità all’area con modalità di spostamento sostenibili, come il ripristino della pista ciclabile e il pulmino ecologico; lo studio e la ricerca scientifica relativi alla storia, all’archeologia - in particolare quella subacquea - e alle tradizioni del territorio saranno diffuse attraverso attività didattico-educative, convegni, pubblicazioni; grande impulso, inoltre, alla partecipazione diretta delle comunità, delle istituzioni culturali e scolastiche e delle associazioni nei processi di valorizzazione di tutto il patrimonio margheritano.
«La realizzazione del progetto dell’ecomuseo permette a Margherita di entrare a far parte della rete ecomuseale della Puglia e dell’Italia - ha dichiarato il presidente del circolo di Legambiente di Margherita di Savoia, Ruggero Ronzulli -, facendo conoscere, finalmente, l’importanza naturalistica e ambientale della nostra cittadina, spesso dimenticata e sottovalutata. Per questo Legambiente di Margherita di Savoia si è fatta promotrice del progetto, che coincide pienamente con gli obiettivi statuari dell’associazione, ovvero di promozione e tutela ambientale e culturale. È importante, oggi, che la storia di ogni comunità non sia dimenticata, perché è il pilastro della nostra civiltà e della nostra persona. Ed è proprio questo lo scopo dell’ecomuseo. Nel sud della Puglia, nel Salento, questa è una realtà ormai diffusa e concreta, perciò lanciamo il nostro appello all’amministrazione, ai consiglieri tutti, maggioranza e opposizione, e a tutti i cittadini: insieme riviviamo la nostra storia e diamo il via all’ecomuseo. Agiamo insieme per il bene del paese, basta alle solite speculazioni che hanno messo in ginocchio il nostro amato paese».